L’abbazia benedettina di San Pietro in Valle è uno storico monastero della Valnerina e senza meno uno tra i maggiori documenti di arte alto-medioevale dell’Italia centrale.

Provate a raggiungerla dalla strada che sale dall’abitato di Macenano e lasciate che si riveli, poco a poco, al termine di un viale protetto da un filare di cipressi.

Una sola visita non appagherà del tutto il vostro desiderio. Il senso di quiete e la magica atmosfera del luogo torneranno ad esercitare una sottile malia una volta tornati a casa.

Edificata tra la fine del V° e gli inizi del VI° secolo sui resti di un precedente edificio di epoca romana (forse un luogo di culto pagano) per poi divenire un importante centro religioso legato ai Duchi Longobardi di Spoleto destinato ad accoglierne le spoglie dopo il ritiro alla vita monastica. Ad un periodo di rovina a seguito della fine del regno longobardo e le invasioni saracene del IX° secolo seguì un restauro e un ampliamento voluto da Ottone III prima e Enrico II dopo e la definitiva cessione al Capitolo Lateranense che nel XIV° secolo ne affidò la custodia alla famiglia Ancajani di Spoleto. Oggi il complesso monastico, di proprietà privata, è stato traformato in una bellissima residenza d’epoca mentre la Chiesa, inserita nel circuito museale che interessa anche il Museo delle Mummie di Ferentillo, è visitabile negli orari e nei giorni indicati sul sito di riferimento.

La chiesa conserva al suo interno importanti testimonianza di un patrimonio artistico che spazia dai sarcofagi romani del  III/IV secolo ai tanti frammenti e materiali di reimpiego di epoca romana e longobarda; dalle tracce di mosaico sulla pavimentazione dell’abside realizzato con pietre e materiali di epoca romana al prezioso altare che riporta bassorilievi di epoca longobarda.

Interno Abbazia San Pietro in Valle
Sarcofago romano
Bassorilievo longobardo

Senza dimenticare un ciclo di affreschi romanici del XII° secolo che da solo vale un visita. Realizzato sui due lati della navata e distribuito su tre ordini diversi, questo ciclo di affreschi rappresenta scene del vecchio e del nuovo testamento e si distacca dallo statico stile pittorico bizantino introducendo, fra i tanti, elementi come la prospettiva e il dinamismo.