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Il nostro giardino nascosto

Un giardino è sempre una risorsa preziosa. Piccola finestra sull’alternarsi delle stagioni e riserva generosa di aria, di luce, di colori e profumi.

Quando poi questo spazio verde è ritagliato all’interno del tessuto di un borgo antico, allora un giardino diventa davvero un piccolo dono.

Un dono che abbiamo raccolto, curato e ridisegnato con pazienza, impegno e amore a partire dal momento in cui siamo giunti a Gran Burrone.

Perché potesse accogliere noi e i nostri ospiti durante la bella stagione quando le giornate si allungano di pari passo alla voglia di restare all’aria aperta.

Perché potesse essere luogo di relax, di lettura, di incontro e di chiacchiere.

Per noi, per gli altri.

Come si accede al giardino nascosto?
Uscendo dall’ingresso della guest house, si risale per pochi metri Via degli Schioppetti, fino ad un portoncino verde decorato con una bellissima vetrata artistica.

Il borgo di Scheggino e il Museo del Tartufo

C’è una speciale geografia del cuore che ci lega a determinati luoghi e rende rassicurante ritrovare scorci e consuetudini ogni volta che vi si ritorna.

Il paese di Scheggino, a due passi da Ferentillo e dalla nostra guest house in direzione dell’Alta Valnerina, è senz’altro il luogo ideale delle passeggiate lungo i viottoli e le scalinate del borgo arroccato, quello della ricerca del refrigerio estivo lungo il canale ricco di acque sorgive e di vegetazione acquatica alimentato dalle vicine fonti di Valcasana.

Le rovine del castello medievale, con la sua tipica struttura di fortificazione di pendio a pianta triangolare, sovrasta il borgo: in basso le acque del fiume Nera lambiscono le case e le sponde ricoperte di prato soffice.

Vista di Scheggino

Nel centro storico è possibile visitare la Chiesa di San Nicola del XIII° secolo che è stata restaurata nel 1500 ed ospita pregevoli affreschi attribuibili a Giovanni di Pietro detto Lo Spagna.

Ad ogni ritorno si aggiunge anche il piacere di scoprirne ogni volta anche aspetti e angoli non ancora esplorati come, in questa occasione, il Museo del Tartufo Urbani.

Giornale d’epoca

Borgo indissolubilmente legato la tartufo, ospita al suo interno un interessante museo completamente gratuito dedicato all’oro nero della Valnerina e curato dalla famiglia Urbani che da generazioni si occupa della lavorazione, della trasformazione e della commercializzazione del tartufo.

Il museo, aperto dal 2012, è situato nei locali del primo stabilimento fondato da Paolo Urbani alla fine del XIX° secolo e ospita non solo una collezione di strumenti utilizzati in passato per la lavorazione e conservazione di questo prodotto ma anche una personalissima raccolta di testimonianze, frammenti di vita e di storia di una famiglia filtrata attraverso gli scatti fotografici in bianco e nero, la corrispondenza personale, le pagine di giornali, le fatture e i documenti d’archivio d’epoca. All’interno è inoltre presente un piccolo e curato angolo dedicato alla vendita di tartufi freschi e lavorati.

Escursione al borgo fantasma di Umbriano

Il territorio del Comune di Ferentillo racchiude al suo interno una moltitudine di piccoli borghi collegati fra loro da strade o antiche mulattiere percorribili rispettivamente in auto o a piedi lasciandosi incantare dalla natura circostante e dagli scorci di paesaggio che si aprono ad ogni passo.

La meta della breve escursione che proponiamo in questo articolo è il suggestivo borgo fantasma di Umbriano raggiungibile esclusivamente a piedi lasciando l’auto in prossimità dalla frazione di Colleponte o alternativamente mettendosi in cammino da Ferentillo lungo un tratto della Via di Francesco.

In direzione di Umbriano
Lungo il sentiero per Umbriano
Case dirute di Umbriano

Situato alle falde del Monte Sant’Angelo, questo insediamento viene considerato tradizionalmente il più antico nucleo abitativo della Valnerina ma è nel IX° secolo che viene fatta erigere la torre di vedetta a base quadrata per proteggere l’Abbazia di San Pietro in Valle dalle invasioni saracene.

Torre di vedetta di Umbriano

Abbandonato nel secondo dopoguerra anche causa della mancanza di un collegamento stradale con la Valnerina, questo borgo in rovina regala ancora emozioni e suggestivi scorci di fortificazioni, ambienti domestici, stalle e rimesse del passato.

Affacciandosi dal passato
Dettaglio finestra – Umbriano

L’itinerario consente inoltre di ammirare in lontananza l’Abbazia di San Pietro in Valle che si staglia dal lato opposto della valle in posizione quasi speculare a quella del borgo arroccato di Umbriano.

Veduta Abbazia di San Pietro in Valle

Partendo da Colleponte l’itininerario, ben segnalato, ha una durata di circa 30 minuti e percorre inizialmente una strada cementata in ripida salita al cui termine si dirama il sentiero che si addentra nel bosco in direzione di Umbriano.

Sconto sull’ingresso alla Cascata delle Marmore

Lieti di poter finalmente offrire ai nostri ospiti, dopo la stipula della convenzione con il Comune di Terni, la possibilità di usufruire di uno sconto sull’ingresso al Parco della Cascata delle Marmore.

Nello specifico il voucher omaggio rilasciato dalla nostra struttura consentirà agli ospiti di acquistare, presso la biglietteria della Cascata, il biglietto d’ingresso intero alla tariffa ridotta di € 6,00 a persona invece che € 10,00.

Il giorno successivo a quello della visita, potrete nuovamente accedere al Parco della Cascata in maniera del tutto gratuita esibendo il medesimo biglietto.

Buon Natale e felice Anno Nuovo

E in un soffio è già Natale, la vigilia di un nuovo anno.

Per noi questi giorni portano con sé ancora un filo di stupore nel sentirsi finalmente a casa, tanta voglia di approfittare delle ore di luce nelle giornate invernali di cielo terso e di sole che riscalda le pareti del Balcone e di Gabbio, il piacere di ritrovare al rientro il tepore di Gran Burrone mentre idee e progetti si condensano dietro al vapore del bollitore sul fuoco.

A tutti voi l’augurio che il Nuovo Anno possa regalare quanto atteso: si accettano desideri effimeri, aspirazioni fantasiose, progetti visionari, timide speranze al pari di sogni coraggiosi.

Buone feste da Gran Burrone!

Buon Natale

It had to be you

“It had to be you”, dovevi essere tu, quella giusta, la prima in assoluto tra le case che abbiamo visionato, la sola per la quale ci sia parso del tutto sensato prendere e partire, in una torrida giornata d’agosto dello scorso anno, lasciandoci alle spalle 400 chilometri di curve e quanto rimaneva delle presunte certezze sul nostro futuro.

Ci siamo innamorati all’istante.

Giuro, è bastato il portoncino d’ingresso e SBAAM, l’improvvisa rivelazione di essere approdati nel posto giusto unita all’amara consapevolezza che no, questa soluzione proprio non ce la potevamo permettere.

Eppure 7 mesi,  4500 chilometri ed altre 27 case dopo siamo riusciti a giungere alla fine di una complessa trattativa per le chiavi del tanto sospirato portoncino:  famiglia ed amici hanno tirato momentaneamente un sospiro di sollievo, il casellante dell’uscita Orte dell’A1 si è congratulato con stretta di mano, il benzinaio sulla statale 209 della Valnerina ha sventolato la bandiera a scacchi, il nostro agente immobiliare si è quasi commosso anche se poi alla fine abbiamo comprato senza la sua mediazione.

Sette mesi di andirivieni inutili per tornare alla soluzione da cui eravamo partiti? No accidenti, anche se non nego che il dubbio ci abbia sfiorato.

Lista delle cose che ci saremmo persi nell’ipotesi di una compravendita immediata:

  1. L’opportunità di esplorare in tutta la sua bellezza e catalogare con zelo archivistico case, casali, casolari, dimore storiche, ruderi e regge del territorio del comune di Ferentillo: frazione dopo frazione, toponimo dopo toponimo, anfratto dopo anfratto. Ci siamo persi lungo stradine, mulattiere e corsi d’acqua; abbiamo attraversato campi, boschi e sorgenti cercando conforto all’ombra di tabernacoli e cappelle.
  2. Colazioni, spuntini, aperitivi, caffè, camomille e consumazioni di ogni genere presso i bar del territorio, luoghi d’eccellenza in cui trovare ristoro e consigli utili quando si è foresti (niente da fare, troverete sempre qualcuno  che SA e che potrà risparmiarvi tempo e fatica nella ricerca).
  3. Il lusso di proiettarsi, anche solo per un momento, in ciascuna delle case che abbiamo visitato, nei segni del tempo e dell’amore con cui molte sono state ristrutturate, negli ambienti domestici che tradiscono consuetudini e ritmi di vita lontani dai nostri.
  4. Il lusso di essere fuggiti a gambe levate da alcune case che ci hanno sinceramente terrorizzato turbato.

Due fra tutte.

La “casa radici”, in cui la vegetazione ricopriva rigogliosa le pareti interne come quelle esterne regalandole un aspetto a metà strada fra una rovina precolombiana ed una caverna hobbit.

Abbiamo tremato al pensiero di altri lavori da fare (ad ognuno i propri fantasmi delle vite e delle ristrutturazioni passate) e di un trasloco degno di Fitzcarraldo risalendo il fiume e addentrandoci nella boscaglia.

Il “casolare della torre”, austero quanto spettrale: i nostri maldestri tentativi di accedere alla soffitta tramite una botola a 5 metri da terra: le mani che annaspano nell’oscurità, il suono sinistro di una pianola, il ritrovamento di alcuni giocattoli impolverati.

I cani si sono rifiutati di varcare anche solo la soglia di casa, ci siamo congedati a malincuore, in fondo non ci dispiaceva.

5. Il dono mai scontato delle relazioni umane in cui siamo inciampati più o meno consapevolmente in questi mesi: i tanti caffè offerti da sconosciuti sulla porta di casa, i consigli preziosi di chi ci ha ospitato fra una fuga e l’altra, la disponibilità dei vari interlocutori interpellati, il passaparola generoso che ci ha consentito trovare soluzioni alle domande che ancora non ci eravamo posti.

E se è vero che è sempre la somma a fare il totale, allora il nostro viaggio per arrivare qui non poteva prescindere da ciascuna delle svolte e degli incontri durante il tragitto: lieti di essere giunti nel luogo a cui volevamo testardamente appartenere e desiderosi di condividerlo con chi vorrà farlo.

Roba che solo a scriverlo, si ha già l’impressione di respirare meglio.