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The village of Scheggino and the Truffle Museum

There is a special geography of the heart that makes certain places so familiar and reassuring that pleasure is enormous every time you come back.

The village of Scheggino, just 15 minutes from Ferentillo and the guest house, is undoubtedly the ideal place for walks along the small streets and stairways of the perched village as much as the perfect setting in which to seek summer refreshment along the rich canal of spring waters and aquatic vegetation fed by the sources of Valcasana.

The ruins of the medieval castle, with its typical triangular-shaped fortification, overlooks the village: below, the waters of the Nera river touch the houses and the shores covered with soft grass.

Vista di Scheggino

In the historical center it is possible to visit the Church of San Nicola from the 13th century which was restored in 1500 and which houses valuable frescoes attributable to the painter Giovanni di Pietro called Lo Spagna.
At each return, there is also the pleasure to discover new aspects and corners not yet explored like, on this occasion, the Truffle Museum Urbani.

Giornale d’epoca

The village is inextricably linked to the truffle: it houses an interesting and completely free museum dedicated to the black gold of Valnerina strongly desired by the Urbani family that for generations has been involved in the processing and marketing of truffles.

The museum, opened in 2012, is located in the first production plant founded by Paolo Urbani at the end of the 19th century and houses not only a collection of tools used in the past for processing and marketing this product but also a very personal collection of testimonies , fragments of life and history of a family filtered through black and white photographs, personal correspondence, newspaper pages, hand written invoices and archival documents. Inside there is also a small and neat corner dedicated to the sale of fresh and processed truffles.

 

 

Excursion to the ghost village of Umbriano

The territory of Ferentillo contains a multitude of small villages connected by roads or ancient mule tracks that you can travel respectively by car or on foot, admiring the surrounding nature and the wonderful landscape. The destination of the short excursion that we propose in this article is the suggestive ghost village of Umbriano, which can be reached only on foot leaving the car close to the village of Colleponte or alternatively walking from Ferentillo along a stretch of the Way of St. Francis.

In direzione di Umbriano
Lungo il sentiero per Umbriano
Case dirute di Umbriano

Located at the foot of Monte Sant’Angelo, this settlement is traditionally considered the oldest inhabited nucleus of Valnerina, but it is in the ninth century that the watchtower with a square base is erected to protect the Abbey of San Pietro in Valle from the saracen invasions.

Torre di vedetta di Umbriano

Abandoned after the second World War (also because of the lack of a road link with the Valnerina), this ruined village still offers emotions and evocative glimpses of fortifications, domestic environments, stables and remnants of the past.

Affacciandosi dal passato
Dettaglio finestra – Umbriano

The itinerary also allows you to admire in the distance the Abbey of San Pietro in Valle which stands out from the opposite side of the valley in a position almost mirroring that of the perched village of Umbriano.

Veduta Abbazia di San Pietro in Valle

Starting from Colleponte, the itinerary, well marked, has a duration of about 30 minutes and initially covers a cemented road in steep slope at the end of which a path branches off into the woodsin the direction of Umbriano.

Reduction on the entrance ticket to Marmore Falls

Pleased to offer our guests, after signing an agreement with the municipality of Terni, the opportunity to take advantage of a reduction on the entrance ticket to the Marmore Falls.

The free voucher issued by our structure will allow guests to purchase, at the ticket office of the waterfall, the full ticket to the reduced rate of € 6.00 per person instead of € 10.00.
The day after the visit, you can once again access the waterfall in a completely free way by showing the same ticket.

Merry Christmas and a happy New Year

And in the blink of an eye it is already Christmas, the eve of a new year.
For us these days bring with them still a bit of amazement in feeling finally at home, a great desire to take advantage of these beautiful winter days of clear sky in which the sun warms the climbing walls of Ferentillo, the pleasure of returning in the evening to the warmth athmosphere of Gran Burrone guesthouse, while ideas and projects condense behind the steam of hot cups of coffee and tea.

We wish all of you that the new year can give as much as expected: ephemeral desires, visionary projects, timid hopes as well as georgeous dreams.

Merry Christmas and happy New Year!

Buon Natale

It had to be you

“It had to be you”, dovevi essere tu, quella giusta, la prima in assoluto tra le case che abbiamo visionato, la sola per la quale ci sia parso del tutto sensato prendere e partire, in una torrida giornata d’agosto dello scorso anno, lasciandoci alle spalle 400 chilometri di curve e quanto rimaneva delle presunte certezze sul nostro futuro.

Ci siamo innamorati all’istante.

Giuro, è bastato il portoncino d’ingresso e SBAAM, l’improvvisa rivelazione di essere approdati nel posto giusto unita all’amara consapevolezza che no, questa soluzione proprio non ce la potevamo permettere.

Eppure 7 mesi,  4500 chilometri ed altre 27 case dopo siamo riusciti a giungere alla fine di una complessa trattativa per le chiavi del tanto sospirato portoncino:  famiglia ed amici hanno tirato momentaneamente un sospiro di sollievo, il casellante dell’uscita Orte dell’A1 si è congratulato con stretta di mano, il benzinaio sulla statale 209 della Valnerina ha sventolato la bandiera a scacchi, il nostro agente immobiliare si è quasi commosso anche se poi alla fine abbiamo comprato senza la sua mediazione.

Sette mesi di andirivieni inutili per tornare alla soluzione da cui eravamo partiti? No accidenti, anche se non nego che il dubbio ci abbia sfiorato.

Lista delle cose che ci saremmo persi nell’ipotesi di una compravendita immediata:

  1. L’opportunità di esplorare in tutta la sua bellezza e catalogare con zelo archivistico case, casali, casolari, dimore storiche, ruderi e regge del territorio del comune di Ferentillo: frazione dopo frazione, toponimo dopo toponimo, anfratto dopo anfratto. Ci siamo persi lungo stradine, mulattiere e corsi d’acqua; abbiamo attraversato campi, boschi e sorgenti cercando conforto all’ombra di tabernacoli e cappelle.
  2. Colazioni, spuntini, aperitivi, caffè, camomille e consumazioni di ogni genere presso i bar del territorio, luoghi d’eccellenza in cui trovare ristoro e consigli utili quando si è foresti (niente da fare, troverete sempre qualcuno  che SA e che potrà risparmiarvi tempo e fatica nella ricerca).
  3. Il lusso di proiettarsi, anche solo per un momento, in ciascuna delle case che abbiamo visitato, nei segni del tempo e dell’amore con cui molte sono state ristrutturate, negli ambienti domestici che tradiscono consuetudini e ritmi di vita lontani dai nostri.
  4. Il lusso di essere fuggiti a gambe levate da alcune case che ci hanno sinceramente terrorizzato turbato.

Due fra tutte.

La “casa radici”, in cui la vegetazione ricopriva rigogliosa le pareti interne come quelle esterne regalandole un aspetto a metà strada fra una rovina precolombiana ed una caverna hobbit.

Abbiamo tremato al pensiero di altri lavori da fare (ad ognuno i propri fantasmi delle vite e delle ristrutturazioni passate) e di un trasloco degno di Fitzcarraldo risalendo il fiume e addentrandoci nella boscaglia.

Il “casolare della torre”, austero quanto spettrale: i nostri maldestri tentativi di accedere alla soffitta tramite una botola a 5 metri da terra: le mani che annaspano nell’oscurità, il suono sinistro di una pianola, il ritrovamento di alcuni giocattoli impolverati.

I cani si sono rifiutati di varcare anche solo la soglia di casa, ci siamo congedati a malincuore, in fondo non ci dispiaceva.

5. Il dono mai scontato delle relazioni umane in cui siamo inciampati più o meno consapevolmente in questi mesi: i tanti caffè offerti da sconosciuti sulla porta di casa, i consigli preziosi di chi ci ha ospitato fra una fuga e l’altra, la disponibilità dei vari interlocutori interpellati, il passaparola generoso che ci ha consentito trovare soluzioni alle domande che ancora non ci eravamo posti.

E se è vero che è sempre la somma a fare il totale, allora il nostro viaggio per arrivare qui non poteva prescindere da ciascuna delle svolte e degli incontri durante il tragitto: lieti di essere giunti nel luogo a cui volevamo testardamente appartenere e desiderosi di condividerlo con chi vorrà farlo.

Roba che solo a scriverlo, si ha già l’impressione di respirare meglio.