Il borgo di Scheggino e il Museo del Tartufo

C’è una speciale geografia del cuore che ci lega a determinati luoghi e rende rassicurante ritrovare scorci e consuetudini ogni volta che vi si ritorna.

Il paese di Scheggino, a due passi da Ferentillo e dalla nostra guest house in direzione dell’Alta Valnerina, è senz’altro il luogo ideale delle passeggiate lungo i viottoli e le scalinate del borgo arroccato, quello della ricerca del refrigerio estivo lungo il canale ricco di acque sorgive e di vegetazione acquatica alimentato dalle vicine fonti di Valcasana.

Le rovine del castello medievale, con la sua tipica struttura di fortificazione di pendio a pianta triangolare, sovrasta il borgo: in basso le acque del fiume Nera lambiscono le case e le sponde ricoperte di prato soffice.

Vista di Scheggino

Nel centro storico è possibile visitare la Chiesa di San Nicola del XIII° secolo che è stata restaurata nel 1500 ed ospita pregevoli affreschi ascrivibili a Giovanni di Pietro detto Lo Spagna.

Ad ogni ritorno si aggiunge anche il piacere di scoprirne ogni volta anche aspetti e angoli non ancora esplorati come, in questa occasione, il Museo del Tartufo Urbani.

Giornale d’epoca

Borgo indissolubilmente legato la tartufo, ospita al suo interno un interessante museo completamente gratuito dedicato all’oro nero della Valnerina e curato dalla famiglia Urbani che da generazioni si occupa della lavorazione, della trasformazione e della commercializzazione del tartufo.

Il museo, aperto dal 2012, è situato nei locali del primo stabilimento  Urbani risalente alla fine del XIX° secolo e ospita non solo una collezione di strumenti utilizzati in passato per la lavorazione e conservazione di questo prodotto ma anche una personalissima raccolta di testimonianze, frammenti di vita e di storia di una famiglia filtrata attraverso gli scatti fotografici in bianco e nero, la corrispondenza personale, le pagine di giornali e i documenti d’archivio d’epoca. All’interno è inoltre presente un piccolo e curato angolo dedicato alla vendita di tartufi freschi e lavorati.

Escursione al borgo fantasma di Umbriano

Il territorio del Comune di Ferentillo racchiude al suo interno una moltitudine di piccoli borghi collegati fra loro da strade o antiche mulattiere percorribili rispettivamente in auto o a piedi lasciandosi incantare dalla natura circostante e dagli scorci di paesaggio che si aprono ad ogni passo.

La meta della breve escursione che proponiamo in questo articolo è il suggestivo borgo fantasma di Umbriano raggiungibile esclusivamente a piedi lasciando l’auto in prossimità dalla frazione di Colleponte o alternativamente mettendosi in cammino da Ferentillo lungo un tratto della Via di Francesco.

In direzione di Umbriano
Lungo il sentiero per Umbriano
Case dirute di Umbriano

Situato alle falde del Monte Sant’Angelo, questo insediamento viene considerato tradizionalmente il più antico nucleo abitativo della Valnerina ma è nel IX° secolo che viene fatta erigere la torre di vedetta a base quadrata per proteggere l’Abbazia di San Pietro in Valle dalle invasioni saracene.

Torre di vedetta di Umbriano

Abbandonato nel secondo dopoguerra anche causa della mancanza di un collegamento stradale con la Valnerina, questo borgo in rovina regala ancora emozioni e suggestivi scorci di fortificazioni, ambienti domestici, stalle e rimesse del passato.

Affacciandosi dal passato
Dettaglio finestra – Umbriano

L’itinerario consente inoltre di ammirare in lontananza l’Abbazia di San Pietro in Valle che si staglia dal lato opposto della valle in posizione quasi speculare a quella del borgo arroccato di Umbriano.

Veduta Abbazia di San Pietro in Valle

Partendo da Colleponte l’itininerario, ben segnalato, ha una durata di circa 30 minuti e percorre inizialmente una strada cementata in ripida salita al cui termine si dirama il sentiero che si addentra nel bosco in direzione di Umbriano.